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Arti Migranti 2025

Il nostro progetto di integrazione e orientamento al lavoro attraverso laboratori manuali.
Workshop pratici di tessitura e rikimbili nelle scuole e nei parchi di Firenze, per raccontarsi senza parole.
E provare a connettere passato e futuro.

le attività realizzate

  • dal 20 aprile al 30 giugno: tirocinio curriculare ABAFI: design, upcycling, riparazioni
  • 25 giugno 2025: workshop di RIKIMBILI nel Centro Giovani del Quartiere Uno all’interno del Giardino D’Ardiglione
  • dal 22 ottobre al 26 novembre: job-shadowing per un Minore Straniero Non Accompagnato nella FALEGNAMERIA condivisa
  • 6 novembre ore 19: open lab di FALEGNAMERIA per principianti
  • 7 novembre ore 18,15: laboratorio di TESSITURA A CORNICE per le classi serali dell’ITT Sassetti Peruzzi
  • 12 novembre ore 17: open lab di piccola FALEGNAMERIA per tessitori
  • 14 novembre ore 10: laboratorio di TESSITURA A CORNICE nell’ITT Sassetti Peruzzi di Novoli
  • 19 novembre ore 17: open lab di piccola FALEGNAMERIA e RICICLO
  • 21 novembre ore 10: laboratorio di TESSITURA A CORNICE nell’ITT Sassetti Peruzzi di Scandicci
  • 26 novembre ore 17: open lab di PICCOLA FALEGNAMERIA per tessitori
  • 28 novembre ore 10: laboratorio di TESSITURA A CORNICE nell’ITT Sassetti Peruzzi di Novoli
  • 28 novembre ore 16: FESTA finale e RACCONTO DEI MANUFATTI nel Centro Giovani Officina Multimediale Galileo, nel Quartiere 5

gli obiettivi raggiunti

  • La formazione culturale anche con fini di ricaduta nell’orientamento professionale di persone, di preferenza con background migratorio ma non solo, di persone di età 13-18 che trovano difficoltà a orientarsi e motivarsi negli studi professionali e a inserirsi nel mondo del lavoro, attraverso workshop di artigianato nelle scuole.
  • La valorizzazione delle culture migranti rappresentate nelle scuole di Firenze, con ricaduta di reciproco rispetto e integrazione, attraverso l’affiancamento dei tutor di Lofoio nel passaggio non gerarchico di competenze manuali verso gli/le adolescenti durante workshop gratuiti in parchi urbani, giardini attrezzati, scuole pubbliche e centri giovani.
  • La valorizzazione culturale delle donne immigrate, in qualità di portatrici di saperi manuali anche raffinati non adeguatamente raccontati e quindi apprezzati e trasmessi, attraverso l’applicazione diretta al problem solving nel corso dei workshop che vengono appositamente studiati dai nostri tutor.
  • La formazione culturale e linguistica di giovani immigrati e la conoscenza delle possibilità offerte dal sistema professionale e formativo italiano attraverso workshop pratici con affiancamento di tutor linguistici e mediatori culturali nel corso dei workshop.
  • L’avvicinamento al lavoro artigianale di un Minore Straniero Non Accompagnato, che al termine di un mese di job-shadowing a Lofoio ha avuto accesso al colloquio di lavoro con un’azienda del settore.
  • Il sostegno di adolescenti che per difficoltà di diversa natura incontrano difficoltà crescenti nel mantenere un’adeguata motivazione a rimanere nel percorso scolastico attraverso l’inclusione di diverse inclinazioni e abilità nei workshop di artigianato manuale.
  • L’esercizio della cosiddetta manualità fine e del lavoro di gruppo per le studentesse e gli studenti degli indirizzi socio-sanitario e design dell’ITT Sassetti Peruzzi

il contesto

Il progetto ha interessato 6 classi (e le loro famiglie) e 2 centri giovani del territorio della Città Metropolitana di Firenze, di cui solo uno in area Unesco, luogo sul quale insiste l’attività di Lofoio fin dalla sua nascita. Il laboratorio di Lofoio ha sede dal 2014 in Oltrarno, luogo storicamente ideale per l’artigianato e da esso plasmato, oggi depauperato dal punto di vista residenziale e lavorativo. Un presidio che nel tempo si è rivelato sempre più significativo. Peraltro Lofoio si è accreditato sul territorio come luogo terzo e informale al quale si rivolgono le famiglie alla ricerca di formazione e orientamento per i propri figli, spesso giovani NEET*, e anche le scuole che chiedono agli esperti del nostro makerspace valide esperienze per l’ingresso nel mondo del lavoro. Dopo la pandemia, ancora di più.
Questa convergenza di pratiche esprime poco del suo potenziale, se il costo di esperienze formative per i periodi medio-lunghi necessari a formare skill e abilità spendibili sul lavoro è tutto a carico delle famiglie. Sul territorio c’è, quindi, un bisogno che non trova risposta adeguata senza finanziamenti pubblici o di enti benefici. Grazie al supporto economico ricevuto per realizzare il progetto Arti Migranti, ci siamo avvicinati concretamente a un duplice positivo esito: impatto sul contesto sociale (famiglie e giovani) e su quello produttivo.

Accanto a questo, dal punto di vista sociale la migrazione ha accelerato tendenze alla chiusura delle comunità più rappresentate in sé stesse, anche attraverso simbologie identitarie e uso ostentato degli slang. Scarso uso della lingua italiana, mondo del lavoro chiuso e ad alto tasso di precariato, dinamiche di eradicamento culturale e demotivazione contro cui le famiglie più intraprendenti tentano di porre argine ogni giorno aiutate da scuole, associazioni e cooperative sociali di cui Lofoio è partner in più progetti. È anche per affrontare tutto ciò che il progetto ha ostinatamente tenuto insieme lavoro, esperienza manuale e socialità.
Abbiamo puntato alla creazione di un nuovo equilibrio personale e collettivo attraverso di due elementi cardine dell’essenza del nostro makerspace: la manualità dei mestieri artigianali, necessariamente integrati fra le diverse culture, e la socialità che si sviluppa e si alimenta dalla condivisione degli ambienti, delle passioni e dei saperi. Possibilmente lasciando dietro di noi degli oggetti trasformati, in un gesto reversibile di riappropriazione della città.

*La pandemia ha peraltro acuito tutte queste difficoltà e reso ancora più urgente un intervento. La Toscana si attestava nel 2024 poco sotto la media nazionale, con un tasso di abbandono dopo la sola scuola secondaria di primo grado pari all’11,1%.


come è andata

  • coinvolte 6 classi scolastiche, per un totale di 150 fra adolescenti e giovani adulti
  • coinvolti 2 centri giovani, per un totale di 20 adolescenti
  • coinvolto il personale docente e gli educatori dei centri giovani, per un totale di 24 adulti
  • coinvolti 4 designer (Giulia Ciuoli, Antonio Herrada Cardoso, Benjamin Bartalesi, Francesca Lupo) come esperti rispettivamente di design del tessuto, autocostruzione ecologica, rikimbili, processi manifatturieri
  • coinvolto 1 Minore Straniero Non Accompagnato e la sua tutor legale
  • coinvolta un’azienda del territorio per un colloquio di lavoro
  • realizzati 80 telai a cornice, parte dei quali trattenuti dalle famiglie dei partecipanti, altri esposti come arazzi nelle aule della scuola partner, con filati di scarto donati da aziende del settore
  • realizzati 80 kit attrezzi da tessitura personalizzati, da materiali di scarto di varia natura
  • realizzate 5 sedie rikimbili partendo da 10 sedie rotte. 4 sedie sono ora in uso nel Centro Giovani del Giardino D’Ardiglione
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lab rikimbili

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lab rikimbili

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lab tessitura

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lab tessitura

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lab tessitura

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lab rikimbili

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lab rikimbili

restituzione

L’intervista a Controradio: https://www.controradio.it/podcast/arti-migranti-festa-e-mostra/

L’intervista a Novaradio: https://www.novaradio.info/podcast/2025/12/09/prossima-fermata-lungarno-5-dicembre-2025/

Il reportage web su Lungarno: https://lungarnofirenze.it/2025/12/larte-del-viaggio-e-del-recupero-lofoio-con-arti-migranti-trasforma-oggetti-e-comunita/

L’articolo sull’edizione cartacea di Lungarno:

La campagna radio:

Il progetto Arti Migranti è stato sostenuto da Fondazione Carlo Marchi nell’ambito del Bando Associazioni 2024.

continua

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